Glossario

Categorie: Termini tecnici | Attrezzature | Materiali

 

Termini tecnici

  • Andamento mosaico

    Parte fondamentale della lavorazione musiva, l’andamento (lo dice la parola stessa) è la disposizione in cui vengono inserite le tessere al’interno di un disegno. Ogni periodo storico del mosaico è caratterizzato da questi andamenti, i mosaici romani sono differenti da quelli bizantini che a loro volta sono diversi dai mosaici moderni. Le tessere possono essere disposte in linea, detti “filari”, oppure seguire la forma del disegno. È bene sapere che la lavorazione degli andamenti può cambiare di molto il risultato finale. Chi conosce quest’arte in profondità sa distinguere un mosaico realizzato da professionisti!

  • Boiacca

    Impasto lento  di cemento e acqua, usato principalmente nell’applicazione di sezioni lavorate con il metodo a rovesci su carta. La boiacca viene stesa con una spatola (o cazzuola) sulle tessere incollate in modo da farla penetrare fra gli interstizi.

  • Bozzetto

    Disegno in scala ridotta del lavoro da realizzare. Il bozzetto deve essere chiaro ed esplicativo del lavoro che ne dovrà risultare, quindi colori e forme dovranno essere ben definiti.

  • Interstizio

    Porzione di spazio fra una tessera e l’altra. L’interstizio è considerato parte integrante del mosaico che distanziando le tessere ne esalta le singole caratteristiche cromatiche e formali.

    Lo spazio fra una tessera e un'altra può variare a seconda delle esigenze, da un mm fino a una misura che il mosaicista ritiene utile per ottenere l’effetto desiderato ,può essere anche di vari centimetri, ma in quel caso bisogna vedere tutte le variabili ad esso legate(dimensione delle tessere, distanza dell’osservatore, ecc). Per un mosaico parietale l’interstizio può essere superiore perché l’osservatore molto probabilmente sarà ad una distanza elevata; per quello pavimentale conviene sempre avere un interstizio inferiore sia per motivi tecnici che per quelli pratici.

  • Legante

    Sostanza che serve ad unire due diversi elementi o superfici garantendo  resistenza meccanica e solidità alle parti unite. Ogni legante ha dei tempi di presa e delle caratteristiche differenti a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare. Possono essere leganti provvisori (colla di farina, grassello, ecc. oppure leganti definitivi (cemento, calce, ecc).Quelli usati generalmente in campo musivo sono: cemento, calce, resina naturale o sintetica.  

  • Levigatura

    Trattamento usato principalmente nei mosaici pavimentali. Attraverso una serie di materiali abrasivi di varie grammature, dalla più grossolana alla più fine, si ottiene una superficie liscia e brillante che esalta i colori dei marmi. La levigatura attualmente viene effettuata con macchinari che usato dischi abrasivi, in antichità questo non era possibile e il duo e faticoso lavoro veniva fatto a mano mediante l’utilizzo di pietra pomice o lo smeriglio.

  • Malta

    Composto da un legante , un inerte e da acqua miscelati in proporzioni diverse a seconda delle esigenze. Attualmente con l’evolversi delle tecnologie dei materiali esistono altri tipi di liquidi sostituitivi dell’acqua che possono rendere la malta più elastica oppure più resistente agli sbalzi di temperatura.

  • Metodo a rivoltatura Mosaico

    Lavorazione che consente una lavorazione ricca di dettagli, la superficie musiva che si vede è la stessa che avremo a lavoro finito. Si esegue il mosaico su uno strato di legante (grassello, argilla plastilina), a lavorazione terminata si deve eseguire lo strappo, ovvero il distaccamento manuale del mosaico dal supporto provvisorio per poi essere applicato sul supporto definitivo.

  • Metodo diretto

    È stata la prima tecnica usata per la realizzazione di mosaici. Fin dall’antichità le tessere venivano inserite in uno strato di malta ( strato di allettamento) direttamente in sito e si lavorava a “giornata”, ovvero si stendeva la quantità di malta necessaria solo per il lavoro che si sarebbe potuto eseguire nella giornata lavorativa. Oggi questa tecnica si è evoluta dando la possibilità ai mosaicisti di realizzare lavori molto grandi in laboratorio suddividendoli in sezioni per poi successivamente inserirle nella sua collocazione definitiva, le tessere vengono incollate con una malta o collante su una rete di fibra di vetro.

  • Metodo indiretto Mosaico

    Questo metodo consente di correggere gli errori di lavorazione, in quanto le tessere vengono incollate con della colla idrosolubile su un foglio di carta (solitamente carta da spolvero)

 

Attrezzature

  • Andamento mosaico

    Parte fondamentale della lavorazione musiva, l’andamento (lo dice la parola stessa) è la disposizione in cui vengono inserite le tessere al’interno di un disegno. Ogni periodo storico del mosaico è caratterizzato da questi andamenti, i mosaici romani sono differenti da quelli bizantini che a loro volta sono diversi dai mosaici moderni. Le tessere possono essere disposte in linea, detti “filari”, oppure seguire la forma del disegno. È bene sapere che la lavorazione degli andamenti può cambiare di molto il risultato finale. Chi conosce quest’arte in profondità sa distinguere un mosaico realizzato da professionisti!

  • Boiacca

    Impasto lento  di cemento e acqua, usato principalmente nell’applicazione di sezioni lavorate con il metodo a rovesci su carta. La boiacca viene stesa con una spatola (o cazzuola) sulle tessere incollate in modo da farla penetrare fra gli interstizi.

  • Bozzetto

    Disegno in scala ridotta del lavoro da realizzare. Il bozzetto deve essere chiaro ed esplicativo del lavoro che ne dovrà risultare, quindi colori e forme dovranno essere ben definiti.

  • Cartone

    Disegno in scala reale del mosaico da realizzare, a seconda della tecnica utilizzata e alla sensibilità dell’esecutore il cartone può cambiare, per esempio per una riproduzione di mosaici antichi è bene disegnare ogni singola tessera per rendere la riproduzione il più veritiera possibile, per lavori molto grandi consiglio di usare anche il colore perché guardando solo il bozzetto si potrebbe perdere di vista il cambio di colore (soprattutto quando si eseguono fondi che solitamente hanno sempre lo stesso tono).

  • Ceppo da mosaicista

    Sezione di tronco dove viene inserito il tagliolo, l’altezza varia a seconda delle esigenze del mosaicista, se si lavora su un tavolo l’altezza del ceppo può variare dai 70 agli  80 cm, se si eseguono lavorazioni in piedi l’altezza consigliata è circa un metro. Anche in questo caso non esistono regole prestabilite, ognuno realizzerà il suo ceppo in base anche alle proprie caratteristiche fisiche (altezza del corpo).

  • Interstizio

    Porzione di spazio fra una tessera e l’altra. L’interstizio è considerato parte integrante del mosaico che distanziando le tessere ne esalta le singole caratteristiche cromatiche e formali.

    Lo spazio fra una tessera e un'altra può variare a seconda delle esigenze, da un mm fino a una misura che il mosaicista ritiene utile per ottenere l’effetto desiderato ,può essere anche di vari centimetri, ma in quel caso bisogna vedere tutte le variabili ad esso legate(dimensione delle tessere, distanza dell’osservatore, ecc). Per un mosaico parietale l’interstizio può essere superiore perché l’osservatore molto probabilmente sarà ad una distanza elevata; per quello pavimentale conviene sempre avere un interstizio inferiore sia per motivi tecnici che per quelli pratici.

  • Legante

    Sostanza che serve ad unire due diversi elementi o superfici garantendo  resistenza meccanica e solidità alle parti unite. Ogni legante ha dei tempi di presa e delle caratteristiche differenti a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare. Possono essere leganti provvisori (colla di farina, grassello, ecc. oppure leganti definitivi (cemento, calce, ecc).Quelli usati generalmente in campo musivo sono: cemento, calce, resina naturale o sintetica.  

  • Levigatura

    Trattamento usato principalmente nei mosaici pavimentali. Attraverso una serie di materiali abrasivi di varie grammature, dalla più grossolana alla più fine, si ottiene una superficie liscia e brillante che esalta i colori dei marmi. La levigatura attualmente viene effettuata con macchinari che usato dischi abrasivi, in antichità questo non era possibile e il duo e faticoso lavoro veniva fatto a mano mediante l’utilizzo di pietra pomice o lo smeriglio.

  • Malta

    Composto da un legante , un inerte e da acqua miscelati in proporzioni diverse a seconda delle esigenze. Attualmente con l’evolversi delle tecnologie dei materiali esistono altri tipi di liquidi sostituitivi dell’acqua che possono rendere la malta più elastica oppure più resistente agli sbalzi di temperatura.

  • Martellina

    Molto simile a un martello, la martellina è l’attrezzo principalmente usato per il taglio delle tessere. Le sue due estremità  possono essere in acciaio o possono avere un inserto in vidia più adatta per il taglio delle tessere in smalto.

  • Metodo a rivoltatura Mosaico

    Lavorazione che consente una lavorazione ricca di dettagli, la superficie musiva che si vede è la stessa che avremo a lavoro finito. Si esegue il mosaico su uno strato di legante (grassello, argilla plastilina), a lavorazione terminata si deve eseguire lo strappo, ovvero il distaccamento manuale del mosaico dal supporto provvisorio per poi essere applicato sul supporto definitivo.

  • Metodo diretto

    È stata la prima tecnica usata per la realizzazione di mosaici. Fin dall’antichità le tessere venivano inserite in uno strato di malta ( strato di allettamento) direttamente in sito e si lavorava a “giornata”, ovvero si stendeva la quantità di malta necessaria solo per il lavoro che si sarebbe potuto eseguire nella giornata lavorativa. Oggi questa tecnica si è evoluta dando la possibilità ai mosaicisti di realizzare lavori molto grandi in laboratorio suddividendoli in sezioni per poi successivamente inserirle nella sua collocazione definitiva, le tessere vengono incollate con una malta o collante su una rete di fibra di vetro.

  • Metodo indiretto Mosaico

    Questo metodo consente di correggere gli errori di lavorazione, in quanto le tessere vengono incollate con della colla idrosolubile su un foglio di carta (solitamente carta da spolvero)

  • Pinzette

    Utili per gestire tessere di piccole dimensioni durante la lavorazione del mosaico, soprattutto se stiamo lavorando su particolari come quelli di un volto. Pratiche anche nel caso in cui si voglia togliere delle tessere che non ci piacciono, magari una di quelle che abbiamo messo giorni precedenti e che proprio non ci pensano  venir via!!!

  • Tagliolo

    Più comunemente conosciuto come cuneo, il tagliolo è l’attrezzo che insieme alla martellina consente di tagliare le tessere, l’estremità esterna (dove vengono poggiate le tessere) è piatta come la punta di uno scalpello, mentre l’altra estremità a forma di piramide allungata viene inserita nel ceppo.

  • Tenaglie da mosaico

    Usata come attrezzo alternativo alla martellina. Si differenziano dalle comuni tenaglie per la molla che consente con un solo gesto della mano un apertura e una chiusura rapida dell’attrezzo agevolando il lavoro del taglio delle tessere. Ci sono varie scuole di pensiero su l’uso della tenaglia a seconda delle zone geografiche in cui ci si trova, nel Ravennate è considerato l’attrezzo principale del mosaicista; se ci si sposta verso Nord (zona Spilimbergo) o verso Roma la martellina è l’attrezzo che troverete più facilmente in un laboratorio musivo. Io personalmente sono dell’idea che ogni attrezzo va usato nel modo più efficace possibile, al momento giusto e nel posto giusto! Solitamente uso martellina e tagliolo  in laboratorio, mentre quando sono in cantiere preferisco usare le tenaglie perché più comode e maneggevoli, ingombrano poco e sono leggere!

  • Trancia per tessere

    Utilizzata per ridurre il materiale in tessere, la trancia è molto utile sia per tagliare quantità di materiale considerevole, sia per facilitare  il taglio di materiale con spessore notevole (4/5 cm). La lama che corrisponde a un tagliolo può essere cambiata con quella in widia se si devono tagliare gli smalti. Avendo un costo notevole la consiglio solo per chi voglia intraprendere questo mestiere.   

 

Materiali

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